diga del Gleno - ALESSANDRO DOSELLA | Avventura

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Escursione alla diga del Gleno 1526 m slm. - (Pianezza) Val di Scalve A L P I   O R O B I C H E
30 ottobre 2021

In compagnia del mio amico Elia Pisu (qui il suo video del canale   ) oggi ci troviamo in Val di Scalve in provincia di Bergamo.
Il luogo di partenza di questa escursione è Pianezza classico punto di ritrovo e inizio per le escursioni in direzione della diga del Gleno.
Il percorso si sviluppa su una distanza di circa 6,5 Km. ed un dislivello di 890 metri.

Arrivati a Pianezza e lasciata l’auto nel piccolo parcheggio del pittoresco borgo, iniziamo il nostro cammino prendendo il sentiero 411 che taglia a metà il piccolo paese.
[ Pianezza ]
[ percoso 411 ]
Iniziamo così la nostra escursione.
Inizialmente il percorso attraversa dei prati e costeggia alcune baite, fino a che non raggiunge una mulattiera.
La strada si presenta con una salita dolce su un terreno privo di ostacoli e ben curato.

Lo scenario di fronte a noi è a dir poco strepitoso e i colori autunnali la fanno da padrone in questo periodo dell'anno.

Dopo circa 20 minuti incontriamo i primi cartelli segnaletici con le varie indicazioni. Noi sterziamo bruscamente a destra sul sentiero 411 A e la salita prende subito quota in un bosco di abeti rossi (classico albero di Natale...sempreverde più diffuso nelle Alpi), faggi, frassini e qualche larice di tanto in tanto. Questi alberi in autunno perdono i loro aghi così il terreno si fa più soffice e camminare diventa quasi terapeutico.
L'obbiettivo della prima tappa non è la diga del Gleno ma un piccolo chalet situato nel bel mezzo del bosco; in poco più di un'ora (1 h e 15 min.) raggiungiamo così la baita Napoleù.
E' uno chalet nel mezzo di una foresta alpina, a circa 3 km a piedi da Pianezza posta a 1700 metri di quota.
Lontano dai classici percorsi turistici offre scenari e un panorama previlegiato sulla Valle di Scalve, la conca dei Campelli, il Pizzo Camino, il Massiccio della Presolana.



[ baita Napoleù ]
Lasciata la biata (sempre aperta anche in inverno per dar la possibilità di riparo in caso di emergenza) riprendiamo il nostro cammino che parte subito di fianco alla struttura in direzione della nostra seconda tappa; la diga del Gleno.
Il percorso è prevalentemente in discesa sempre all'interno del bosco.

Ricongiunti al sentiero principale la strada si fa pianeggiante ed essendo al margine della montagna offre una vista sull'intera vallata; dopo circa 20 minuti si raggiunge la Diga.

Lo scenario è mozzafiato.
[ diga del Gleno 1526 mt.]
Un pò di STORIA

La necessità di energia in un contesto di estrema scarsità induce la Ditta Galeazzo Viganò (con sede a Ponte Albiate di Triuggio - MI) per l'esercizio dei propri stabilimenti cotonieri, a realizzare un proprio impianto idroelettrico creando uno sbarramento al corso del torrente Povo, in prossimità del piano del Gleno posto a quota 1500 mt.
Nel gennaio 1917 la Ditta Viganò è autorizzata a derivare l'acqua dal torrente Povo con una diga artificiale e a sfruttare il bacino Gleno la cui capacità di 3.900.000 metri cubi è prevista nel progetto di massima a firma dell'Ing. Gmur di Bergamo.
Negli anni 1917-1918 la stessa Ditta dà avvio alle infrastrutture che la grande opera di ingegneria idraulica richiede quali la strada per l'accesso alle maestranze, la teleferica e i binari per l'approvvigionamento dei materiali dal fondo valle.
Nel maggio 1919 viene depositato al Genio Civile il progetto esecutivo a firma dello stessotecnico che prevede la realizzazione di una diga del tipo a gravità, in muratura di calce idraulica avente uno spessore di 30 mt., uno sviluppo di 250 mt. ed un'altezza di 50 mt. circa con conseguente invaso di 5.000.000 di metri cubi d'acqua.
Nel luglio 1919 prendono inizio i lavori di scavo nella roccia per l'appoggio della diga che proseguono con le opere di fondazione e di muratura; nel settembre 1920 la diga raggiunge un'altezza di 18 metri.
Nell' agosto 1920 l'Ing. G. B. Santangelo di Palermo sostituisce l'Ing. Gmur deceduto.
Nel marzo 1921 il Genio Civile approva il progetto del maggio 1919.
Nel luglio 1921, quando la struttura raggiunge un'altezza di 21,50 mt. viene cambiata completamente la tipologia costruttiva optando per quella ad archi con conseguente abbandono di quella iniziale appunto a gravità.
Nel novembre 1921, il Genio Civile approva il progetto di variazione della diga ma il Ministero nel giugno 1922 diffida la Ditta Viganò all'esecuzione delle opere e ingiunge di presentare immediatamente i progetti di variazione del sistema costruttivo con ulteriori dettagli e verifiche; ciò accade nel febbraio 1923.
Maggio 1923, la diga in seguito alle abbondanti piogge l'invaso si riempie completamente per la prima volta e le abbondanti perdite di acqua nella struttura preoccupano non poco gli abitanti dei paesi sottostanti e i tecnici del Genio Civile.
1 dicembre 1923 - ore 7:15 il suo tragico crollo è causa inevitabile di morte, distruzione, desolazione in valle di Scalve e in Valle Camonica.

(testo tratto dalla cartellonista ufficiale presente in loco)

[ scorcio sul lago del Gleno - 1526 mt. ]
Il rientro all'auto ci lascia nella mente la storia di questo lago e della sua diga in questo posto remoto della val di Scalve. In circa un'oretta siamo nuovamente nel centro di Pianezza dove una trattoria ci aspetta per un buon caffè. Il tempo di scambiare quattro chiacchiere con Giacomo (proprietario dello Chalet Napolèù) e ricordare lo splendido panorama appena vissuto in compagnia di Elia.
[ Elia e Alessandro nella piazza centrale di Pianezza ]
Dati tecnici
Guarda il video integrale sul canale   di Elia Pisu
DISLIVELLO: +436 mt. circa tutto il percorso ad anello.
DISTANZA: 6,5 km circa
DURATA: 2 h 30 min. in maniera moderata.
DIFFICOLTA’ ESCURSIONE: L' escursione alla diga del Gleno passando per la baita Napoleù è adatta a tutti i camminatori, il dislivello non è eccessivo e l'escursione non presenta particolari difficoltà; tuttavia occorre un minimo di allenamento in quanto lo sviluppo totale del percorso presenta alcuni strappi più importanti. Si percorre la totalità del tragitto in mezzo al bosco sempreverde.
I panorami sono a dir poco mozzafiato e in una giornata particolarmente favorevole possiamo ammirare nel suo splendore le alpi Orobie e la parete Nord della Presolana in tutto il suo splendore.
CONSIGLI: Portarsi la necessaria acqua al seguito in quanto il percorso è privo di fontane. L'unica fonte disponibile è in centro a Pianezza nella piazza centrale prima di iniziare l'escursione.
Periodo: Tutto l'anno

Alessandro       -       Elia
©alessandro dosella 2022
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